La storia

“La mia famiglia è radicata nel territorio di Acquasparta da innumerevoli secoli” spiega Gregorio Astolfi, titolare dell’azienda agricola e della Tenuta Astolfi nella frazione di Portaria del Comune di Acquasparta in Umbria.

“Siamo a tre chilometri dallo svincolo della superstrada Perugia Orte che corre nella valle del Tevere in Umbria. Il fiume Tevere nasce sul Monte Fumaiolo, in Romagna, attraversa l’Umbria come un fuso da Nord a Sud, attraversa successivamente il Lazio per sfociare infine nel Mar Tirreno. Lungo la valle del Tevere correva la via Flaminia, una delle più importanti vie consolari realizzate dalla Repubblica Romana assai prima di diventare impero. I mercanti vi incontravano importanti città nelle quali potevano sostare o compiere il loro lavoro. Tra queste una delle maggiori era Carsulae, che vantava origini etrusche, forse anche celtiche. Situata in un territorio carsico ai piedi di una corona di verdi colline, la città vantava teatro e anfiteatro, monumenti religiosi e civili, il foro dove si concentrava la vita economica e politica della città. Carsulae si avvaleva sia della posizione strategica lungo la via Flaminia che delle numerose risorgive che ne alimentavano le terme oltre alle fontane pubbliche. Era una splendida città romana ricca di popolo e di attività, dal commercio all’ agricoltura, che non aveva mai eretto mura perimetrali difensive grazie alla pax romana che la proteggeva proteggendo l’intera penisola italiana. Carsulae fu abbandonata alla fine dell’impero romano a causa di frane e inghiottitoi, o forse perché fu costruita una bretella della via Flaminia che la tagliò fuori dai traffici che vi scorrevano. Non fu mai assalita e messa e ferro e fuoco durante le invasioni barbariche. Era già scomparsa. Tornò alla luce nella seconda metà dello scorso secolo durante campagne di scavi archeologici condotte da un famoso archeologo dell’epoca, Umberto Ciotti. I terreni dai quali è emersa Carsulae confinavano e in parte si sovrapponevano con i terreni di proprietà della famiglia Astolfi, che ha avuto l’indubbio privilegio di far pascolare le proprie mandrie di ovini e bovini in mezzo ai ruderi dell’antica città romana. Una parte dei terreni è stata espropriata per poter creare il Museo archeologico di Carsulae con i relativi servizi compreso un bar che la famiglia Astolfi a sua volta ha preso in gestione assumendosi l’onore oltre che gli oneri di far conoscere e apprezzare uno spicchio dell’antica storia del territorio il cui Genius Loci è lo stesso che ha alimentato la memoria e il passaggio di testimone tra le varie generazioni di Astolfi.”

“Sono perito agrario” racconta ancora Gregorio Astolfi, classe 1965. “Negli anni Ottanta sono subentrato a mio padre nella conduzione della nostra azienda agricola. Tra terreni di proprietà e terreni in affitto, la nostra azienda gestisce un’area di 240 ettari. Una parte del territorio che gestiamo confina con il sito archeologico di Carsulae, una parte rientra nel territorio di Acquasparta e la rimanente parte confina con l’adiacente Comune di Massa Martana. Nella nostra azienda alleviamo 150 capi di bovini di pura razza chianina oltre a ovini e maiali di pregio.”

“Nel 2000 ho realizzato una prima struttura ricettiva a Colpetrazzo di Massa Martana, dove disponiamo delle sole camere con servizio di B&B. La Villa Grazia è indirizzata soprattutto a quella clientela che ama soggiornare in luoghi tranquilli anche per settimane utilizzandoli come punto di appoggio per andare alla scoperta poi del territorio circostante umbro e non solo. Nel 2005 abbiamo ristrutturato la Villa di Portaria (un edificio che risale al 1635, chiamata un tempo Villa Cinzia in onore della proprietaria, donna dal gusto squisito e ricercato) denominata poi Tenuta Astolfi.”